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Programma congressuale - In aggiornamento

mercoledì, 17 ottobre mattina

09:30
11:30

Città sostenibili e città dei dati: il nuovo paradigma della Smart City[co.01]

Sala: Sala 1

La città intelligente è la città che riesce a restituire alla comunità che la abita il servizio giusto per il fabbisogno che esprime. Gli ingredienti perché questo si avveri comprendono i dati forniti dai cittadini-utenti, tecnologie abilitanti, e il confronto continuo e costante tra Pubbliche Amministrazioni, imprese, portatori di interessi, Terzo Settore e rappresentanti della cittadinanza attiva. Questo è l’obiettivo della Ricerca ICity Rate 2018, che si domanda a che punto sono le città italiane rispetto agli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, e rispetto alle tecnologie che abilitano e perfezionano le dimensioni fondamentali per diventare smart city: governance, ambiente, legalità, innovazione digitale.

11:45
13:30

Partecipazione e trasparenza[tl.02]

Sala: Sala 3

L’applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale, contenuto all’ultimo comma dell’Art. 118 Cost., che disciplina l’autonoma iniziativa dei cittadini, ha ricadute dirette in due settori di indagine: innanzitutto, nei meccanismi di rilascio delle informazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni ai cittadini, e viceversa, ossia nella gestione delle informazioni rilasciate dai cittadini quotidianamente in qualità di utenti; in secondo luogo, nelle nuove forme di attivismo civico esistenti a livello locale o centrale. Nella progettazione, ad esempio, di una smart city, i dati forniti dai cittadini come produttori è necessario che diventino beni comuni digitali (digital commons). Ma in che modo? Attraverso processi di profilazione dell’utente? Analisi delle buone pratiche esistenti?

11:45
13:30

La comunicazione nella PA[tl.01]

Sala: Sala 4

Negli ultimi anni l’accelerazione imposta dal digitale - social network, chat, siti web user-friendly – ha definito i tratti innovativi della nuova comunicazione pubblica. Il rapporto tra cittadini e PA passa attraverso un rilancio dell’attività comunicativa e un nuovo design dei servizi pubblici. Il lavoro sulla qualità dei servizi e delle informazioni e sulla qualità del rapporto con il cittadino porta con sé l’esigenza di ripensare ai nuovi linguaggi e alla grammatica dei siti. L’AgID ha fornito Linee guida per il design dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione, ora in consultazione. Che succede nelle città? Quali piattaforme si prestano maggiormente per una buona interazione tra cittadini e PA?

11:45
13:30

Infrastrutture di rete, sicurezza dei dati e delle applicazioni[co.02]

Sala: Sala 2

Con la necessità di protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali, il percorso evolutivo dell’informatica pubblica aggiunge un tassello rispetto ad alcune tappe che hanno fatto della sicurezza digitale una centralità del panorama nazionale, ribadite anche nel Piano Triennale. Le misure minime di sicurezza ICT per la PA, le linee guida di sviluppo sicuro del software da parte di AgID, le ultime due revisioni del CAD sono testimonianze che – sebbene a rilento – qualcosa si stia muovendo. Che succede nelle città? Il recente Documento di Sicurezza Nazionale - allegato all’annuale Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza, presentata al Parlamento dal DIS nel febbraio 2018 - ha evidenziato come nel 2017, il 30% degli attacchi rivolti verso target pubblici è stato commesso contro enti locali, con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente (nel 2016 gli attacchi contro la PAL rappresentavano il 13% del totale degli attacchi alla PA).

13:45
15:30

Piattaforme abilitanti, IoT e Data Analytics[co.03]

Sala: Sala 2

Con il procedere della implementazione delle infrastrutture di comunicazione (banda larga e ultralarga, wifi pubblici, etc.), lo sviluppo tecnologico dei sensori (in grado di raccogliere e trasmettere informazioni), la definizione di modelli sempre più sofisticati e conseguenti applicazioni in grado di trattare quantità enormi di dati, va aprendosi una nuova fase nel percorso di digitalizzazione delle città. Le reti funzionali (energia, gas, acqua, trasporti pubblici, illuminazione pubblica) sono in condizione di divenire sempre più “intelligenti” e quindi più efficaci ed efficienti; l’ecosistema urbano può essere sempre più monitorato in tutti i suoi aspetti (produzione e raccolta di rifiuti, qualità dell’aria, sicurezza, traffico, condizione degli edifici e delle infrastrutture); le interazioni sociali (lavoro, consumi, accesso ai servizi, relazioni sociali, partecipazione civile) possono moltiplicarsi e raffinarsi.

Si aprono nuove opportunità ma anche nuove criticità sui fronti dell’accesso e dell’utilizzo di queste informazioni sia in forma aggregata sia, potenzialmente, in forma singolare e individuabile. Quali partnership per quali servizi?

13:45
15:30

Economia e città circolari[tl.03]

Sala: Sala 3

Con D.Lgs 50/2016, il GPP è diventato obbligatorio ed è stata garantita l’applicazione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) nelle gare pubbliche. Questo obbligo si incardina in un contesto di normativa di derivazione comunitaria, di atti di indirizzo comunitari, di comunicazioni della Commissione Europea sull’economia circolare - COM (2014) 398 e COM (2015) 614 - e sull’uso efficiente delle risorse - COM (2011) 21 e COM (2011) 571, di accordi internazionali, come l’Accordo sul clima di Parigi, che impongono l’adozione di tutte le misure efficaci per promuovere modelli di economia circolare, l’efficienza nell’uso delle risorse e dell’energia, il minor impiego e dispersione di sostanze chimiche pericolose.

Come si traducono gli sforzi normativi europei e nazionali in politiche urbane? Quanto incidono meccanismi di mobilità circolare – ad esempio – sul benessere delle città?

mercoledì, 17 ottobre pomeriggio

15:45
17:30

Servizi digitali erogati dalle amministrazioni[co.04]

Secondo i dati del DESI 2018, l’Italia continua a far registrare prestazioni altalenanti in tema di eGovernment, posizionandosi al 19° posto in classifica nella dimensione servizi pubblici digitali. L’Italia conferma i risultati discreti per livello di disponibilità di servizi online della PA, con risultati superiori (livello di completezza dei servizi online) o poco inferiori (servizi pubblici digitali per le aziende) alla media UE, ma si attesta all’ultimo posto tra i Paesi UE per numero di utenti dei servizi di eGovernment.

Un dato peggiore di quello registrato per l’uso di altre tipologie di servizi online, ma cui fa da contraltare il dato sull’utilizzo dei servizi di sanità digitale, rispetto al quale l’Italia si posizione all’8° posto nella UE 28. Nel 2017 AgID e Team Digitale hanno avviato una serie di azioni volte a semplificare lo sviluppo e l’utilizzo dei servizi online della PA, attraverso la definizione di regole comuni per la progettazione di interfacce, servizi e contenuti.

giovedì, 18 ottobre mattina

09:30
11:30

Formazione e competenze digitali della PA[co.06]

Sala: Sala 2

Il processo di trasformazione digitale è necessario, e non può non passare dalle competenze, che sembrano essere il tema centrale per il panorama europeo e nazionale. Emerge, però, l’urgenza di creare percorsi modulari di approccio al digitale, che tengano conto dei diversi contesti territoriali. Sul tema delle competenze digitali di ispirazione europea, la cartina tornasole è da ricercarsi nel Piano Triennale, che nel capitolo sulla gestione del cambiamento ribadisce che per raggiungere gli obiettivi definiti dallo stesso Piano è indispensabile il coordinamento di una pluralità di soggetti diversi nel ruolo, nella funzione e nell’organizzazione ma tutti chiamati a partecipare alla realizzazione della strategia nazionale.

A fare da raccordo tra questi l’Agenzia per l’Italia digitale, che ha il compito di guidare le attività relative all’evoluzione strategica del sistema informativo della pubblica amministrazione. AgID, infatti, promuove la diffusione delle competenze digitali per imprese, cittadini e pubblica amministrazione, e supporta la crescita delle competenze digitali nei diversi ambiti, con iniziative specifiche che coinvolgono:

  1. le competenze digitali di base (utenti e funzionari amministrativi)
  2. le competenze specialistiche (professionisti ICT)
  3. le competenze di e-leadership (dirigenza)

11:45
13:30

Sviluppo Urbano e sostenibile[tl.04]

Sala: Sala 4

La Strategia Energetica Nazionale rappresenta per l’Italia una decisa spinta verso la sostenibilità e, insieme al Piano Industria 4.0, uno dei grandi assi di sviluppo della politica industriale da qui al 2030. 175 miliardi di investimenti per costruire un sistema più competitivo, garantendo non solo energia a minor costo per cittadini e imprese ma anche lo sviluppo di nuovi mercati e nuova occupazione; più sostenibile attraverso l’efficienza nei consumi, il risparmio energetico e la mobilità elettrica; più sicuro migliorando la sicurezza delle infrastrutture e la flessibilità dell’offerta. La Strategia, coerentemente con gli obiettivi ambiziosi e complessi che si prefigge, assume valore non soltanto per i contenuti che esprime ma anche per il modello partecipativo adottato, essendo il frutto di un percorso partecipato a cui hanno contribuito regioni, EELL e oltre 250 tra associazioni, imprese e mondo della ricerca. Come competono le città a creare le condizioni di sostenibilità ambientale? Cosa possono fare cittadini e PAL per creare una smart city sostenibile?

11:45
13:30

La Governance dei dati[co.07]

Sala: Sala 2

Al centro di una pubblica amministrazione efficiente ci saranno sempre più i dati e il loro utilizzo a vantaggio dei cittadini, delle imprese e dei servizi loro dedicati. Questa è la base anche del Piano Triennale e dalle recenti modifiche del CAD, che prevedono alcuni strumenti governativi di raccolta, uso e riuso dei dati.

A motivare questa scelta del governo c’è il fatto che i dati, se raccolti e analizzati nel modo migliore, possono aiutare a comprendere meglio i fenomeni sociali ed economici e a prendere decisioni ponderate. Le tecnologie avanzate permettono di entrare sempre di più in ecosistemi di interazione tra utenti. Cosa comporta questo progresso nelle città? Quali sono le difficoltà di coordinamento della raccolta e riuso dei dati a livello urbano?

13:45
15:30

Tecnologie emergenti[tl.05]

Sala: Sala 4

Gli ultimi anni hanno visto l’affermazione di nuovi trend nel panorama tecnologico nazionale e internazionale. Trend che sono andati a consolidarsi soprattutto nel mondo privato, ma che recentemente hanno iniziato a fare capolino anche nel panorama della pubblica amministrazione.

Queste tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale (IA) o Blockchain, rappresentano oggi una nuova frontiera per la PA, che offre grandi opportunità in termini di efficientamento della macchina pubblica e di miglioramento dei servizi a cittadini e imprese, in grado di contribuire in maniera sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di ammodernamento degli enti pubblici.

Rispetto alla strategia nazionale, quali sono gli obiettivi di implementazione di queste tecnologie da parte delle amministrazioni locali? Quali sono i risultati attesi?

13:45
15:30

Procurement per la Smart City[co.08]

Sala: Sala 2

Circa il 10% del PIL in Italia passa per il procurement pubblico. Si tratta di un settore in grado di incidere in modo estremamente significativo sull’economia del nostro Paese. Nel 2016 è entrata in vigore una riforma profonda della materia degli appalti pubblici, in parte sulla scia dell’evoluzione normativa determinata dalle Direttive europee del 2014 (23, 24 e 25), in parte rispondente ad esigenze e strategie di carattere nazionale. Il nuovo approccio promosso dal D.Lgs. 50/2016 si basa su un nucleo normativo il più possibile asciutto, che dovrebbe costituire la regolamentazione fondamentale della materia, e che funga da strumento per la diffusione delle buone pratiche.

13:45
15:30

Smart working per la smart sustainable cities[tl.06]

Sala: Sala 3

Il concetto di smart working e quello di città smart sono strettamente correlati, nella misura in cui il primo rappresenta un fattore abilitante della città intelligente. Pensare una città smart e sostenibile vuol dire ripensarla in termini di flussi che l’attraversano, di tecnologie che la sostengono, di organizzazione territoriale che la definisce. In questo processo di trasformazione della città un ruolo fondamentale è svolto dall’introduzione e dall’affermarsi di un nuovo modello di organizzazione del lavoro che si focalizza sulla flessibilità e sull’affrancamento dalla dimensione spazio-temporale dell’ufficio e dell’orario di lavoro.

I vantaggi dello smart working sono consistenti dal punto di vista della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale: dalla riduzione del traffico urbano al miglioramento del trasporto pubblico, da un’effettiva conciliazione vita-lavoro alla concretizzazione della parità di genere.

Come lo smart working può aiutare a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile permettendo di combattere la tendenza al sovraffollamento delle città a cui il mondo va incontro? Come può contribuire allo sviluppo economico e sociale al ripopolamento di aree periferiche? Come lo smart working agisce nella ridefinizione dei confini territoriali delle città tradizionali? Come lo smart working abilita i processi di smartness delle città e ne orienta le politiche di sviluppo e come ne può a sua volta trarme vantaggio?