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Photo by Hugh Han on Unsplash

Web, app, open data: una rivoluzione anche per i servizi pubblici locali

di Andrea Sbandati, Direttore di Confservizi Cispel Toscana.

In questi anni internet si è affermato come il principale strumento di comunicazione, informazione, relazione per le persone, le aziende, gli enti pubblici. Internet è partecipazione, lavoro, e ha provocato un cambiamento radicale nella vita di tutti i giorni. La rete in questi ultimi anni sta svolgendo un ruolo decisivo nella comunicazione fra gli operatori dei servizi pubblici e gli utenti , introducendo quella semplificazionevelocizzazione dei rapporti e dematerializzazione delle procedure sempre auspicate, ma di fatto rese possibili quasi solo esclusivamente da Internet e dalla rete web.

Di fatto contratti, disdette, modifiche di fornitura, lettura e pagamento delle bollette avvengono tramite i siti web degli operatori, divenuti sempre più accessibili, amichevoli e facilmente utilizzabili anche per utenti non esperti. Nelle ultime versioni anche informazioni, reclami e assistenza tecnica vengono gestite su internet tramite iservizi di chat, che tendono a sostituire le chiamate e le attese al call center. Grazie alla diffusione degli smartphone poi, si stanno diffondendo applicazioni e servizi web sul cellulare tesi a rendere accessibile all’utente tutti i servizi di una azienda: orari, prenotazioni, prezzi, servizi.

Ultima frontiera quella degli open data: un sistema di messa a disposizione di tutti i dati di ogni servizio di una città su piattaforme open source consentendo a chiunque di sviluppare prodotti e servizi innovativi, capaci di integrare dati diversi per servizi ai cittadini e alle imprese. Tutte caratteristiche base della Smart City, la città intelligente, che sfrutta tutte le potenzialità organizzative e tecniche per migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle imprese.

Alcune città stanno puntando ad offrire ai cittadini e alle imprese un’ampia gamma di servizi on line, in una logica di Smart City e di open data. In Italia una città tra le più avanzate è Bologna, grazie soprattutto ai totem, sparsi su tutto il territorio cittadino, che aiutano le persone ad orientarsi nella rete di servizi pubblici messi a disposizione dal Comune, e ai sensori che guidano i flussi di traffico automobilistico nei due punti cardine in ingresso e in uscita del capoluogo emiliano. Senza dimenticare il wifi gratuito, che Bologna garantisce grazie punti di connessione messi a disposizione dal Comune e ai seicento (per regolamento) garantiti dai ristoranti e dai bar. Tra le grandi città vanno bene anche Milano e Torino, ma le eccellenze, nei vari settori, sono sparse in lungo e in largo tutta l’Italia, da nord a sud, da est a ovest: la friulanaGorizia è una città leader per la banda larga mobile e le isole ecologiche; la ligure La Spezia ha un invidiabile sistema per la mobilità; la campana Benevento è la cittadina con la miglior illuminazione pubblica. Anche una città storica e complessa come Firenze ha avviato un progetto di collaborazione con le aziende di servizio pubblico locale teso a migliorare i servizi informativi e comunicativi su internet e alla loro integrazione e semplificazione: sul portale “Firenze Semplice” è possibile accedere costantemente a tutti i servizi comunali su un’unica piattaforma facilmente consultabile come iscrizione a scuola, pagamento bollette e multe, informazioni sui parcheggi e sulla raccolta dei rifiuti, ubicazione dei cantieri stradali, accessi wi-fi, biglietto dei musei, collegamenti alle app più importanti delle aziende di servizio pubblico, mentre con l’azienda Firenze Smart, un’idea tutta toscana, nasce una utility della smart city, che gestirà a Firenze la control room cittadina e il contact center integrato.Pisa sta lavorando a una app che metta in contatto chi lavora nello stesso luogo invitandoli a condividere il mezzo di trasporto, e a una rete di sensori che controlli i consumi energetici degli edifici, spegnendo il riscaldamento quando non fa freddo e le luci quando non servono.

Restando inoltre alla Regione che ospita iCityLab, si è realizzato il ciclo di incontri #ToscanaDigitale , un percorso dedicato allo sviluppo dell’agenda digitale, che apre alla possibilità che la Regione possa utilizzare i fondi europei per i progetti smart. La Smart City ormai è a 360° dunque. Le aziende di trasporto pubblico locale consentono tramite app e sms di fare il biglietto elettronico, informarsi sulle linee dei bus, su orari e ritardi; le aziende di igiene urbana hanno app che consentono di avere informazioni su pulizia notturna delle strade, raccolta dei rifiuti voluminosi, raccolte differenziate e pagamento della Tari; le app delle aziende di parcheggio permettono di sapere in quale struttura sono disponibili posti vuoti e prenotare; le aziende dell’acqua e del gas sfruttano un sistema di organizzazione innovativo, basato su internet, smartphone e tablet, che consente alle squadre di manutenzione di recarsi direttamente sui cantieri e i punti di manutenzione secondo programmi inviati dall’ufficio centrale senza recarsi in ufficio; infine i sistemi di car, bike e moto sharing, ai quali ormai si accede solo con collegamento internet.

Anche un settore delicato come l’edilizia residenziale pubblica sta entrando nella logica della smart city, diffondendo la conoscenza di internet nelle fasce di popolazione più anziana, non nativa digitale. Senza Internet non esisterebbero tutte queste cose e non esisterebbero le Smart City. Una frontiera dell’innovazione tecnologica che si sposta sempre più in avanti, con grandi sfide che ci attendono, in quel mondo tutto da esplorare che oggi è chiamato “the internet of things”, la possibilità di connettere in forma intelligente tutti gli oggetti in casa o in una città per fornire servizi innovativi ai cittadini e imprese.

A ICity Lab 2018, Andrea Sbandati parteciperà il 18 ottobre al convegno “ La sfida alle città della governance collaborativa ” (ore 15:45 – 18:00)

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