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Strategie di comunicazione… dell’altro mondo

di Maurizio Costa.

I social network, nati per connettere le persone in giro per il mondo, si sono evoluti e adesso sono diventati enormi vetrine dalle quali chiunque, dai commercianti alla Pubblica Amministrazione, può mostrare determinati prodotti, facendo pubblicità alle proprie attività per cercare di incrementare le vendite. Per quello che riguarda la PA, non si tratta, però, di commercializzare della merce, ma di far vedere ai propri cittadini le attività che un Comune, una Regione o lo stesso Stato, effettuano sul territorio.

Parliamo, quindi, di marketing sui social network anche per i profili appartenenti alla Pubblica Amministrazione, oppure si tratta di due mondi completamente diversi?

Per capirne di più, abbiamo intervistato Riccardo Pirrone (che sarà presente a ICity Lab 2018), il Ceo di KiRweb, una società di comunicazione che cura, tra gli altri, i profili social di Taffo, agenzia di servizi funerari che opera in Italia.

Cercare di fare marketing trattando tematiche così delicate sembrerebbe un’operazione impossibile, ma in questo caso abbiamo assistito a un vero e proprio fenomeno mediatico. Lo stile dissacrante con il quale Pirrone ha impostato la campagna pubblicitaria di Taffo gli ha permesso di farla diventare famosa nel Web, grazie anche al Real Time Marketing, cioè a campagne pubblicitarie sui social che prendono spunto dai fatti di attualità e che, alla fine, diventano virali.

“Il Real Time Marketing è una comunicazione immediata, adatta ai social network.” – afferma Pirrone -. Per quello che riguarda la Pubblica Amministrazione “i cittadini comunicano con la PA che, dal canto suo, deve recepire i messaggi che gli arrivano tramite i social per favorire il cambiamento all’interno della Smart City, facendola diventare davvero al servizio dell’uomo”.

La Pubblica Amministrazione può usare il Real Time Marketing soprattutto per risultare più ‘umana’ agli occhi dei cittadini: “Anche i Comuni possono parlare al proprio pubblico in maniera più ‘friendly’ trasmettendo quello che hanno fatto per i cittadini stessi” continua Pirrone “cercando di comunicare in maniera semplice e leggera, non producendo messaggi troppo sopra le righe”.

Questo è il nodo: mentre per le aziende private fare questo tipo di comunicazione può risultare più facile, per una PA entra in gioco il fattore credibilità istituzionale, che impone dei limiti sia al linguaggio da utilizzare sia al messaggio da far passare. Le Pubbliche Amministrazioni, infatti, hanno meno libertà di manovra di un’azienda privata: sono istituzioni statali e rappresentano un punto fermo per i cittadini. Inoltre, a volte, devono traghettare dei messaggi difficili e complicati, che impongono un linguaggio più serio e impostato.

“Bisogna calibrare bene il messaggio e capire prima il sentiment del target a cui si rivolge la PA” conclude infatti Pirrone.

Come sempre la verità sta nel mezzo: le PA possono utilizzare questo tipo di comunicazione più leggera e più semplice, cercando, però, di non oltrepassare certi limiti istituzionali.

Di questo si parlerà a ICity Lab 2018, il 17 ottobre 2018 a Firenze, durante l’Academy dal titolo “Strategie di comunicazione dell’altro mondo. Marketing per una smart city in real time”.

Guarda la video intervista a Riccardo Pirrone

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